Slow medicine per una cura umana

Slow medicine per una cura umana

Slow Medicine è un movimento culturale nato da un’associazione di cittadini, pazienti e professionisti che si confrontano e si impegnano per la costruzione di un modello di salute giusto e condiviso.

Per Slow si intende un tipo di medicina più basata sulla conoscenza della singola persona e sul rispetto per tutti gli aspetti di questa.
L’uso di sobrietà, rispetto e giustizia nella cura, unite alla sostenibilità e all’attenzione alla persona e all’ambiente, può migliorare la qualità della vita dei cittadini nei diversi percorsi di cura.
Inoltre le cure appropriate e un’adeguata comunicazione possano ridurre i costi e gli sprechi dell’organizzazione sanitaria e promuovere l’appropriatezza d’uso delle risorse disponibili.

Slow Medicine mette al centro dell’intervento la relazione fra professionista sanitario e paziente, rendendoli entrambi attivi e cooperativi tra di loro.
Rispetta i tempi della conoscenza reciproca, quelli della salute e della malattia, dell’accudimento e della cura, senza interventi frettolosi.
Ricerca il giusto equilibrio fra l’uso di tecnologie e di terapie di efficacia dimostrata, il rispetto della persona curata e delle sue preferenze e l’attenzione alle risorse economiche e ambientali.

Promuove i concetti di cura efficace, appropriata e personalizzata, riabilitazione possibile e valorizzazione delle capacità residue in contrapposizione all’eccesso di cure e alla ricerca della guarigione ad ogni costo.
Sviluppa interventi di prevenzione, informazione, promozione della salute ed educazione a comportamenti equilibrati e sobri come metodo per la valorizzazione del patrimonio salute.

I fondatori di Slow Medicine hanno l’obiettivo di coinvolgere professionisti sanitari, associazioni di professionisti, cittadini, associazioni di pazienti e di familiari per lo sviluppo di buone pratiche di aiuto e di cura.
Vogliono creare una rete attiva e dinamica, in cui ognuno contribuisce con il proprio pensiero e la propria esperienza all’obiettivo di riproporre un sistema sanitario di qualità sostenibile.
Usano per questo diversi strumenti, come il counselling, la misurazione della qualità, la medicina narrativa e l’educazione continua per attivare momenti di confronto, partecipazione e progettazione fra operatori e cittadini interessati alla propria salute.

Per questo è stata lanciata la campagna Buongiorno io sono…, per ricordare a tutti i professionisti l’importanza di presentarsi con  il proprio nome e il proprio ruolo quando si incontra un paziente per instaurare una relazione di fiducia.

Il progetto Coltiviamo la salute vuole portare nelle scuole e nei luoghi di lavoro la consapevolezza di trovare il miglior equilibrio dinamico  possibile tra gli aspetti biologici, psichici, spirituali, sociali ed ambientali nelle diverse situazioni della sua vita.

Slow Medicine ha parlato di tutti questi argomenti nel corso di vari eventi nel Paese, come recentemente in occasione di Fa’ la cosa giusta!, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, organizzata a Fieramilanocity, dal 23 al 25 marzo.

Per ulteriori informazioni consultare il sito www.slowmedicine.it