Disabili del linguaggio, vita più facile grazie a chat e Whatsapp

Disabili del linguaggio, vita più facile grazie a chat e Whatsapp

Le categorie di disabili che hanno difficoltà nella comunicazione parlata, oggigiorno, in molte circostanze della vita quotidiana possono ripiegare sulla comunicazione scritta, oppure su altre forme di comunicazione come il linguaggio dei segni. I tipi di disabilità che possono portare a difficoltà nella comunicazione parlata sono vari, e diversi tra loro. Le persone sorde hanno chiaramente questo tipo di difficoltà, ma per molte di loro il problema non si presenta soltanto in fase di ascolto, ma anche in fase di eloquio. Tutte quelle che nei primi anni di vita sono già sorde e non hanno nessun apparecchio acustico che possa amplificare l’eloquio delle altre persone, infatti, non imparano a riprodurre parole e frasi in modo corretto e sviluppano anche delle difficoltà nel linguaggio. Ci sono poi alcune disabilità fisiche che comportano un malfunzionamento dei muscoli coinvolti nell’atto del parlare, oltre a possibili difficoltà nella respirazione, e danno luogo ad un’articolazione delle parole difficoltosa e talora poco comprensibile.

Comunicazioni per iscritto molto più frequenti di prima

Per fortuna di queste persone, negli ultimi due decenni la frequenza con la quale le persone comunicano in forma scritta, è andata vertiginosamente aumentando. Le applicazioni di messageria istantanea come Whatsapp e Skype, oppure le chat incorporate in siti come Facebook e Yahoo, sono ormai usate nella vita di tutti i giorni da buona parte delle persone, che odono il loro telefonino squillare ad ogni messaggio ricevuto, e quindi sono immediatamente contattabili con tali mezzi. Quindi, le comunicazioni sia di tipo relazionale che sociale che affettivo che pratico sono diventate molto più facili di prima e raggiungere tutta una serie di obiettivi, dal trovare l’anima gemella al trovare lavoro al fare amicizia, anche al fare cose semplici come ordinare una pizza oppure prenotare un albergo, è diventato un pò piu semplice.

Comune di Roma, un’app per le persone sorde. Ma si può fare di meglio

Certo non tutte le strutture sono contattabili per via telematica, a volte anche per pigrizia/negligenza degli operatori. È in qualche modo scoraggiante notare che le strutture pubbliche, quelle che in teoria dovrebbero garantire parità di accesso a tutti, spesso sono meno raggiungibili per forma scritta di quelle private, che magari sanno che molti clienti li contattano per forma scritta, ed hanno tutto l’interesse a rispondere. In realtà, per quanto riguarda Roma, recentemente il Comune di Roma ha finanziato la realizzazione e la diffusione, da parte della Cooperativa Sociale Segni d’ Integrazione, dell’ app CGS Comunicazione Globale per Sordi. Tale app praticamente consentono alle persone sorde di entrare in contatto in maniera gratuita, anche mediante il linguaggio dei segni, con degli interpreti specializzati che provvedono loro a contattare le strutture desiderate. Si tratta senza dubbio di un’applicazione utile, che potenzia le capacità di comunicazione e quindi l’autonomia delle persone sorde. Osserviamo peró due cose. Primo, dotare tutti gli uffici pubblici di una linea Whatsapp, sarebbe a nostro avviso un modo ancora più semplice ed efficace di renderli contattabili dalle persone con disabilità comunicative, che peraltro potrebbero agire in modo autonomo, senza la mediazione di interpreti; secondo, abbiamo provato a registrarci al servizio, e abbiamo scoperto che il Comune di Roma richiede un certificato di sordità. Questa ci sembra una seria discriminazione verso le altre categorie di disabili che abbiamo menzionato in precedenza, quelle che ci sentono ma hanno difficoltà di parola a causa di problemi motori, e che potrebbero anche loro avere un giovamento da tale applicazione.

 

Giulio Simeone