Roma, convegno sul Diversity Manager

Roma, convegno sul Diversity Manager

Giovedì 22 novembre abbiamo assistito al convegno “Diversity and disability manager” che si è tenuto presso l’auditorium dell’INAIL a Piazzale Pastore a Roma. Come abbiamo spiegato estesamente nell’articolo “LA FIGURA DEL DIVERSITY MANAGER“, il Diversity Manager è una figura aziendale con il compito di integrare nel meccanismo produttivo tutte quelle figure che presentano qualche diversità rispetto alle altre, ovvero i disabili, gli anziani, gli stranieri e/o praticanti di religioni non cattoliche, Secondo uno studio recente, le aziende che vengono percepite dai loro clienti come inclusive hanno un profitto del 16,7% superiore alla media.

Andrea Venuto: minimizzare gli handicap dei cittadini svantaggiati

Il convegno di giovedì è stato però incentrato sul disabiliity manager, colui che nello specifico si occupa dell’integrazione del personale disabile. Nel corso del convegno sono state presentate le politiche europee sulla diversità e sulla disabilità, nonché il quadro normativo di riferimento; evidenziate le migliori pratiche nelle imprese italiane ed internazionali, nella pubblica amministrazione e nel terzo settore; descritti gli ambiti di applicazione e le future direzioni del Diversity e del Disability Management. Tra gli interventi più interessanti citiamo senz’altro quello di Andrea Venuto, che, dopo aver lavorato tanti anni per la nostra Cooperativa, è diventato il Disability Manager più importante di Roma: infatti ricopre questo ruolo per il Comune di Roma, e nell’ultimo periodo si sta battendo strenuamente per l’accessibilità dei mezzi pubblici. Nel suo intervento Andrea Venuto ha sottolineato con forza la differenza tra il concetto di handicap e di disabilità, ovvero la disabilità è la mancanza/limitazione della capacità fisica di fare qualcosa, l’handicap è l’incapacità di fare qualcosa rispetto allo scenario nel quale ci si trova. Andrea Venuto ha fatto l’esempio dello stesso convegno e delle persone sorde che avevano la possibilità di seguirlo nella lingua dei segni, la quale rendeva nullo il loro handicap, e ha auspicato che tutte le amministrazioni si operino per minimizzare gli handicap dei cittadini diversamente abili.

L’azienda danese che mette gli autistici in condizioni di lavorare

Interessante anche l’intervento di Francesc Sistach, proveniente da Barcelona e Generali Manager della succursale spagnola dell’azienda danese Specialisterne, che ha una mission molto lodevole: quella di valorizzare al massimo le capacità dei soggetti autistici, e di trasformarli in soggetti produttivi. Infatti, la maggior parte dei soggetti autistici è molto attenta ai dettagli, rigorosa, perfezionista e molto determinata a portare a termine gli incarichi, Ovviamente essi hanno anche dei grossi limiti, come la mancanza di empatia, di ironia, di stimoli ad uscire dalla routine dei loro giorni che è sempre la solita; però Specialisterne lavora su questi difetti e li rende compatibili con una soddisfacente vita lavorativa.

Disabili che aiutano altri disabili

Buona l’organizzazione del convegno anche rispetto alle molte persone disabili che partecipavano: come già detto c’era un’operatrice che traduceva gli interventi nella lingua dei segni, e anche un’altra che redigeva in diretta il verbale, che veniva proiettato su un grande schermo. Per pranzo è stato allestito un ricco buffet soprattutto con pasta, tramezzini, pizzette e dolci al cioccolato. La maggioranza delle persone mangiava in piedi, ma noi disabili avevamo a disposizione un tavolo. Io avevo difficoltà a portare il piatto al tavolo, ho chiesto aiuto e alla fine mi ha aiutato un ragazzo con la sindrome di Down, una condizione che di solito comporta qualche problema in più, ma anche qualche problema in meno rispetto a quella mia. Trovo questa collaborazione e complementarietà tra disabilità diverse molto positiva: essa, oltre a trasmettere un bel messaggio, è fondamentale per il buon funzionamento delle aziende che impiegano personale con disabilità.

Giulio Simeone