Le avventure spericolate di Ilaria

Saltare sopra cerchi di fuoco con la carrozzina, compiere un salto in alto dopo aver percorso a tutta velocità una discesa curvilinea. Ilaria Naef, giovane disabile di Varazze, in provincia di Savona, ha stupito l’Italia con le sue evoluzioni. La disciplina da lei praticata si chiama WCMX (Wheelchair Motocross), e le ha regalato una medaglia di bronzo ai mondiali di Dallas nell’ aprile 2017. Ilaria è l’unica persona in Italia a praticare tale disciplina, e per allenarsi al meglio prima del mondiale è stata sei mesi in Germania. a Dusseldorf.

Ilaria si diverte

Nei video che abbiamo visto, Ilaria si diverte molto praticando le sue evoluzioni spericolate assieme ad altri ragazzi, e rilascia alcune dichiarazioni. Tra queste, ci ha colpito quella dove afferma che ad un certo punto, dopo anni di cure e di fisioterapia, era stata messa nelle condizioni di usare le stampelle; ma queste le facevano venire dei complessi, addirittura la facevano sentire in imbarazzo ogni qual volta usciva di casa. Fu allora che cominciò ad andare in giro con la sedia a rotelle elettrica, e a sentirsi molto più sicura di se stessa e desiderosa di socializzare. Questo coincide con la mia esperienza: personalmente non trovo affatto umiliante andare in giro con una stampella, ma indubbiamente la carrozzina elettrica mi permette, là dove il contesto urbano è accessibile, di spostarmi con celerità e questo serve a ripulire la mente da un bel po’ di complessi che possono condizionare le relazioni interpersonali.

La storia di Ilaria

induce un’altra riflessione. Ilaria si diverte praticando questa spericolata disciplina, inoltre ha conseguito ottimi risultati viaggiando anche parecchio. Il suo è un esempio di come lo sport possa favorire l’integrazione dei disabili. Ma non sempre ii soggetti disabili che compiono azioni spericolate, fuori dall’ordinario, oppure che mirano in qualche modo a distinguersi dalla massa, vanno verso una reale felicità e benessere. Prima di tutto molti falliscono, ma non solo. Molti provano a fare cose fuori dall’ordinario perché cercano di compensare il perenne stato di frustrazione derivante dal non potersi esprimere al meglio, dall’incontrare mille difficoltà quotidiane derivanti, dall’ inaccessibilità delle città, dall’ inefficienza dei governi locali e nazionali, dai pregiudizi e indifferenza di una parte delle persone. Persone che però cominciano a mostrare interesse verso le persone disabili allorquando queste cominciano a fare cose fuori dall’ordinario. “Povera ragazza, ė stata sfortunata, è disabile, però riesce a saltare sopra i cerchi di fuoco“. Anche questi atteggiamenti spingono le persone disabili a cercare di andare oltre se stessi e a lanciarsi in questo genere di imprese. Ma la grande maggioranza dei disabili, più che saltare sui cerchi di fuoco, vorrebbe solo avere una vita che assomiglia ad una vita normale, andare in giro senza necessità di nessun assistente, essere trattati dalle altre persone da pari a pari, costruirsi una vita relazionale soddisfacente e nella quale si svolge un ruolo attivo.

 

Giulio Simeone