Un Manifesto per l’inserimento lavorativo

Un Manifesto per l’inserimento lavorativo

Consorzio Abele Lavoro, CNCA e Idee in Rete hanno dato vita da qualche mese ad un percorso condiviso per rilanciare la cooperazione sociale di inserimento lavorativo.

Infatti, migliaia di giovani senza lavoro, di lavoratori precari e di persone che vivono in condizioni di povertà od emarginazione, hanno bisogno di una rete di inclusione lavorativa e sociale.

E solo la cooperazione sociale

E solo la cooperazione sociale possiede l’esperienza e la competenza necessarie per venire incontro a queste esigenze e rimettere al centro di tutto la persona, con i suoi bisogni e la sua capacità di contribuire allo sviluppo di una comunità.

Dopo vari incontri e discussioni tra rappresentanti di aziende, operatori ed interessati, è stato messo a punto il “Manifesto per rilanciare la cooperazione sociale di inserimento lavorativo, da sottoporre alla riflessione comune per ricevere ulteriori stimoli e per aggregare intorno a questo tema altre persone e organizzazioni.

Il documento parte dalla situazione

Il documento parte dalla situazione di disoccupazione e sottooccupazione generate dalla crisi economica e sottolinea la crescita controtendenza delle cooperative sociali negli ultimi anni.

Descrive anche alcune problematicità, come la ricerca esasperata del risparmio da parte delle pubbliche amministrazioni, la poca coerenza di alcune cooperative alla propria mission, la cultura aziendalistica centrata su criteri di efficienza e crescita e il deterioramento della visione generale sulla cooperazione.

Il manifesto contiene le diverse

Il manifesto contiene le diverse riflessioni su un concreto inserimento lavorativo ed individua tre proposte operative possibili: Investire in comunità, essere e fare territorio, ossia le cooperative sociali devono dialogare con le comunità riguardo ai bisogni legati alla povertà, alla fragilità e all’integrazione; La cooperazione sociale che integra la funzione formativa, per definire un modello che integra formazione, lavoro e impresa con attività formativa ed operative; la cooperazione sociale e lavori utili di comunità, per far capirela capacità della cooperativa sociale di agire nell’interesse e nel vantaggio comune nel territorio.

Questa visione globale

Questa visione globale deve essere supportata anche dagli enti locali, che dovrebbero considerare l’inserimento lavorativo delle cooperative come una forma di tutela e di risparmio sul welfare.

In pochi mesi Il documento è stato sottoscritto da oltre 100 organizzazioni, tra le quali associazioni, federazioni, cooperative ed imprese sociali, che hanno condiviso il progetto e lo hanno rilanciato.

A corollario di queste azioni di confronto, sono stati a alcuni incontri specifici con le diverse realtà, come a Firenze e a Bologna. Il 21 febbraio scorso vi è stato presso CN L’HUB di Milano l’incontro “Dal lavoro all’inclusione: è tempo di proposte”, per dare spazio alle diverse esperienze e sperimentazioni di idee innovative.

I partecipanti sono stati coinvolti in tre diversi workshop: essere impresa che produce e che forma, essere impresa in relazione con il territorio ed essere impresa che incrocia e bisogni e impegno di chi si avvicina al lavoro.

Al convegno hanno preso parte esponenti del mondo cooperativo, come Marco Gargiulo (presidente Consorzio Idee in Rete) Stefano Granata (Presidente Federsolidarietà), Eleonora Vanni (Presidente Legacoop Sociali), Luigi Corvo (Università di Tor Vergata), Pierfrancesco Majorino (Assessore Politiche sociali, Salute e Diritti del Comune di Milano).