Avventure in carrozzina sul treno Roma-Lido

Avventure in carrozzina sul treno Roma-Lido

Il treno Roma – Lido che collega la Piramide con il Lido di Ostia è in linea teorica costruito e congegnato per essere accessibile alle persone disabili; però durante il percorso si possono presentare tante piccole difficoltà che nella maggior parte dei casi consigliano la presenza di un accompagnatore.

La prima volta con la stampella, la seconda volta in carrozzina

Io ho testato il treno in entrambe le modalità: infatti la prima volta vi sono salito camminando con una stampella, la seconda volta vi sono salito con la mia carrozzina elettrica. Io ho iniziato a guidare tale mezzo tre anni fa e quindi ormai lo conduco con una certa esperienza,  però questa è stata la prima volta che l’ho utilizzato a Roma, prima non ci avevo mai provato.

Sedersi prima che il treno riparta, un’impresa non facile

Vado a raccontare entrambe queste esperienze. In entrambe le occasioni ero in compagnia della mia ragazza.  La prima volta, quando avevo la stampella, sono andato dalla stazione di Vitinia a quella di Basilica San Paolo. Tutte e due sono perfettamente percorribili da una carrozzina, e sono dotate di rampe per entrare in stazione, e di ascensore per scendere al livello del treno. Quando sono salito sul treno, una persona mi ha ceduto un posto vicino allo sportello da dove ero entrato, e la mia ragazza mi ha aiutato a sedermi appena prima che il treno ripartisse. Riuscirmi a sedere prima che il treno riparta, è una cosa che ha una certa componente di incertezza, perché non è che quando salgo sul treno tutte le persone che mi vedono, anche giovani, fanno entusiasticamente a gara per cedermi il posto. Se una persona che cammina con difficoltà non riesce a sedersi in tempo prima che il treno riparta e il suo equilibrio è precario, può avere difficoltà perfino nel caso che ci sia una persona, magari non troppo robusta, che lo sorregge.

Meglio non rischiare di farsi male

Per questo motivo noi consigliamo alle persone che deambulano con difficoltà di valutare con molta cautela la possibilità di andare da soli su questo tipo di treno: più l’equilibrio è precario, più consigliamo la presenza di un accompagnatore, perché si rischia veramente di farsi male, e per una persona disabile in media le conseguenze di un infortunio sono più serie che per una persona normodotata. Per esperienza, infatti, so che può bastare una frattura in una parte del corpo per compromettere una buona parte della propria mobilità. Quando si esce dal treno è un po’ più facile, perché non c’è l’incombenza di raggiungere in tempo un posto a sedere.

Basilica di San Paolo bellissima, giardini sporchi

Ritornando al nostro viaggio, siamo scesi alla fermata Basilica San Paolo, abbiamo camminato per circa trecento metri e poi abbiamo visitato la maestosa Basilica di San Paolo, molto grande e ricca di splendide e importanti opere d’arte. Stupisce il contrasto con i giardini antistanti, sporchi e molto poco curati. Dopo, abbiamo fatto il percorso inverso e siamo tornati a casa.

Ascensore fuori servizio, niente pineta

Passiamo al percorso che invece abbiamo fatto con me alla guida della mia carrozzina elettrica, che è una Mediland Kometa Line che già avevo ampiamente utilizzato a Santa Marinella. Siamo partiti ancora dalla stazione di Vitinia, e volevamo arrivare alla stazione di Castel Fusano, dalla quale avremmo potuto raggiungere facilmente la pineta; purtroppo però una volta sulla banchina abbiamo letto sul tabellone luminoso che l’ascensore di tale stazione era uno dei due ascensori correntemente fuori servizio lungo la linea Roma-Lido. Io quindi ho dovuto decidere rapidamente per una stazione di ripiego, e ho optato per quella Lido Nord che si trova dentro Ostia.

Ascensore poco adatto alle manovre

Entrare nell’ascensore delle stazioni di Vitinia e di Lido Nord con la carrozzina elettrica è stato facile, uscirvi molto di meno perché la carrozzina deve fare inversione in uno spazio abbastanza ristretto oppure deve andare a marcia indietro. La mia ragazza mi ha spinto a scegliere quest’ ultima opzione ma purtroppo anche a velocità minima la mia carrozzina non è congegnata per andare a marcia indietro, e le quattro volte che ho preso l’ascensore ho sbattuto varie volte. Probabilmente sarebbe stato meglio fare inversione, ma immagino che anche la relativa manovra non sarebbe stata proprio facilissima visto lo spazio ristretto. Chissà se chi ha progettato l’ascensore ha pensato che chi vi entra con una carrozzina può anche guidare lui stesso il mezzo, senza essere necessariamente spinto.

C’è sempre qualcosa da imparare …

Anche le due salite e discese dal treno non sono andate proprio lisce come l’olio. Quando siamo saliti sul treno alla stazione di Vitinia era la prima volta in assoluto che salivo su un treno con una carrozzina guidata da me. Io con la mia inesperienza pensavo che il treno si allineasse perfettamente con la banchina e quindi fosse possibile entrarvi da qualsiasi sportello. Le cose erano molto diverse.

Le carrozzine entrano sempre dallo sportello principale

Quando il treno si è fermato, davanti a noi c’era uno degli sportelli centrali. Presto abbiamo realizzato che lo spazio tra la banchina e il treno era troppo grande affinché la mia carrozzina lo potesse superare. Per un attimo ho creduto che fosse impossibile per me salire sul treno, e che tutti i discorsi sull’accessibilità del treno si stavano andando a far benedire. Ma improvvisamente abbiamo sentito una voce dalla cima del treno che ci chiamava. Noi ci avviciniamo a passo sostenuto: quella voce apparteneva ad una donna del personale del treno che ci faceva notare, in modo un po’ risentito, che le carrozzine devono entrare dal primo sportello nella direzione della cabina di comando.

Un’operatrice non molto cortese

Una volta arrivati in prossimità del primo sportello, la donna estrae una pedana che mi consente di salire sul mezzo. Subito dopo, ci fa una ramanzina sul fatto che ci saremmo dovuti far trovare da subito in cima al treno, e che la prossima volta ci avrebbero lasciato a piedi. Un modo di fare un po’ scortese, la donna avrebbe dovuto immaginare che era la prima volta che salivamo su un treno simile, tra l’altro saremmo potuti benissimo essere di un’altra città.

Manovre un po’ laboriose per scendere dal treno

Ma la cosa più importante era salire sul treno, della scortesìa di un’operatrice ci si dimentica in cinque minuti. Per uscire dal treno, dovevo invertire la direzione della carrozzina esattamente come avevo dovuto fare per uscire dall’ascensore. Qui lo spazio era un po’ di più, ma c’erano gli altri passeggeri, non sempre solerti nello spostarsi, e c’era, in prossimità dello sportello, il palo al quale spesso si appoggiano i passeggeri in uscita. All’andata ce l’ho fatta a completare questa manovra, al ritorno per la verità non del tutto, e gli operatori, questa volta molto più cortesi e disponibili, si sono adoperati per farmi scendere a marcia indietro, cosa per la verità un po’ rischiosa per i motivi spiegati prima, infatti la mia carrozzina stava uscendo dalla pedana e la mia ragazza si è dovuta adoperare per rimetterla in carreggiata.

Strade di Ostia accessibili … ma solo fino ad un certo punto

Rimane da parlare della stazione Lido Nord alla quale siamo scesi: essa è accessibile come quella di Vitinia, fatto salvo anche in questo caso per l’ascensore troppo ristretto per manovrare bene. Abbiamo camminato un po’ per le strade di Ostia, e per un tratto abbiamo incontrato marciapiedi e scivoli soddisfacenti; dopo aver percorso un tratto di Via Capo Spartivento, ci siamo però fermati di fronte ad un incrocio che non era possibile attraversare a causa della mancanza di scivoli, e abbiamo rinunciato a raggiungere il mare.

Da soli in carrozzina sul treno, ci vuole coraggio e destrezza

Nuovamente, ci poniamo la domanda: è possibile per una persona che si sposta in carrozzina viaggiare da sola su un simile treno? Noi pensiamo di sì, ma solo a patto di avere una buona padronanza del mezzo e destrezza nelle manovre. L’aiuto delle altre persone non è sempre scontato, e in ogni caso non sempre le persone possono fare qualcosa quando una carrozzina elettrica non riesce ad eseguire una determinata manovra. Personalmente non sono molto coraggioso, visto che nel corso della mia vita ho subito ben tre infortuni che per un certo periodo hanno ridotto di parecchio la mia mobilità, e non penso che mi avventurerò da solo su questo treno, nè con la stampella, nè con la carrozzina elettrica, nè tantomeno facendomi spingere su una carrozzina manuale. Personalmente ritengo che chi è in grado di guidare, e di procurarsi, una carrozzina elettrica non dovrebbe mai, salvo casi particolari, farsi spingere su una carrozzina manuale, che può essere fonte di grosso nervosismo sia per chi spinge, sia per chi viene spinto.

Meglio ben accompagnati che soli …

Come spesso accade, tra l’accessibilità dichiarata e quella reale c’è di mezzo il mare; ci vogliamo però sforzare di vedere il rovescio positivo della medaglia e salutare con soddisfazione il fatto che, almeno in compagnia, una persona disabile è in grado di viaggiare sul treno Roma-Lido.

Giulio Simeone


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