Esclusione dalla gara se il Durc è negativo per una denuncia errata

Tratto da “Quotidiano del Diritto” il Sole 24 Ore

17/04/2019
Esclusione dalla gara se il Durc è negativo per una denuncia errata
di Giampiero Falasca, Matteo Prioschi

Secondo il Consiglio di Stato si può perdere una gara che vale milioni di euro e che coinvolge centinaia di lavoratori per il mancato inserimento del codice fiscale del figlio di una dipendente (su oltre duemila) e la conseguente scopertura contributiva di circa 330 euro.
Con una pronuncia di stampo estremamente formalistico (sentenza 2313/201 giudice amministrativo smentisce l’approccio opposto tenuto dal giudice sul lavoro che, con riferimento alla stessa vicenda, pochi mesi fa è giunto a conclusioni diverse (sentenza 1490/2019 del tribunale di Roma – si veda il Sole 24 Ore del 27 febbraio scorso).


La questione esaminata dal Consiglio di Stato riguarda l’esclusione da un bando di gara di una società che non ha correttamente inserito un codice fiscale nelle denunce men personale e quindi è incappata in un Durc negativo.
In primo grado il Tar ha confermato la validità dell’esclusione, sostenendo che nel concetto di violazione degli obblighi previdenziali rientri non solo il mancato versamento dei contributi, accertati e quantificati, ma anche l’omissione delle denunce obbligatorie, in quanto solo con la
presentazione di una denuncia corretta e completa l’ente previdenziale è messo in condizione di controllare e quantificare i contributi dovuti.
La società ha fatto presente che l’omissione era di scarsa rilevanza, in quanto consisteva nella mancata specificazione del codice fiscale del figlio convivente di uno dei circa 2.000 dipendenti mensilmente dichiarati all’Inps, ed era scaturita, peraltro, dalle novità tecniche che avevanointeressato la modalità di invio telematico dei flussi dei dati contributivi proprio nel periodo diinteresse.
Nonostante questa incongruenza del tutto marginale, il Consiglio di Stato ha giudicato legittima l’esclusione. Infatti la ragione ostativa al rilascio di Durc regolare può consistere «anche nel solo mancato adempimento degli obblighi di presentazione delle denunce periodiche perché tale inadempimento, di per sé, integra violazione contributiva grave, a prescindere dal fatto che, in conseguenza della mancata presentazione delle denunce, sia stato omesso il versamento di contributi» per importi molto bassi, inferiori alla soglia di 150 fissata come “rilevante” dalla legge.

Secondo il Consiglio di Stato si può perdere una gara che vale milioni di euro e che coinvolge centinaia di lavoratori per il mancato inserimento del codice fiscale del figlio di una dipendente (su oltre duemila) e la conseguente scopertura contributiva di circa 330 euro.
Con una pronuncia di stampo estremamente formalistico (sentenza 2313/2019 del 9 aprile), il giudice amministrativo smentisce l’approccio opposto tenuto dal giudice sul lavoro che, con riferimento alla stessa vicenda, pochi mesi fa è giunto a conclusioni diverse (sentenza 1490/2019
del tribunale di Roma – si veda il Sole 24 Ore del 27 febbraio scorso).
La questione esaminata dal Consiglio di Stato riguarda l’esclusione da un bando di gara di una società che non ha correttamente inserito un codice fiscale nelle denunce men personale e quindi è incappata in un Durc negativo.
In primo grado il Tar ha confermato la validità dell’esclusione, sostenendo che nel concetto di violazione degli obblighi previdenziali rientri non solo il mancato versamento dei contributi, accertati e quantificati, ma anche l’omissione delle denunce obbligatorie, in quanto solo con la
presentazione di una denuncia corretta e completa l’ente previdenziale è messo in condizione di controllare e quantificare i contributi dovuti.

La società ha fatto presente che l’omissione era di scarsa rilevanza, in quanto consisteva nella mancata specificazione del codice fiscale del figlio convivente di uno dei circa 2.000 dipendenti mensilmente dichiarati all’Inps, ed era scaturita, peraltro, dalle novità tecniche che avevanointeressato la modalità di invio telematico dei flussi dei dati contributivi proprio nel periodo diinteresse.
Nonostante questa incongruenza del tutto marginale, il Consiglio di Stato ha giudicato legittima l’esclusione. Infatti la ragione ostativa al rilascio di Durc regolare può consistere «anche nel solo mancato adempimento degli obblighi di presentazione delle denunce periodiche perché tale
inadempimento, di per sé, integra violazione contributiva grave, a prescindere dal fatto che, in conseguenza della mancata presentazione delle denunce, sia stato omesso il versamento di contributi» per importi molto bassi, inferiori alla soglia di 150 fissata come “rilevante” dalla legge.

Un formalismo cieco che si concentra sulla procedura – indubbiamente, il codice fiscale del figlio della dipendente non era stato inserito – senza guardare in alcun modo al “bene giuridico” che questa vuole tutelare – la regolarità contributiva della società – e che travolge completamente ogni valutazione sulla rilevanza e sulla proporzionalità del danno prodotto
dall’omissione (qui prossimo allo zero).

Questo formalismo arriva a travolgere anche l’accertamento delle responsabilità del mancato inserimento del codice fiscale: limitarsi a sostenere che una grande azienda «deve» applicare le procedure informatiche, senza verificare se queste erano concretamente fruibili, significa voler difendere un rapporto squilibrato tra Pubblica amministrazione e imprese.
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