Recup, cambia l’appalto La cooperativa esclusa: «A casa 120 impiegati»

Tratto dal “il Messagero” Ed. Frosinone del 22 maggio 2019


È quanto denuncia la aCapo, già cooperativa di Capodarco, che si era aggiudicata l’appalto, salvo poi era stata esclusa per presunte irregolarità nel Durc. Questione sulla quale però è in corso un contenzioso.

SANITÀ Centoventi impiegati del Recup di Frosinone, il servizio che garantisce le prenotazioni sanitarie, rischiano di restare senza lavoro. È quanto denuncia la aCapo, già cooperativa di Capodarco, che si era aggiudicata l’appalto, salvo poi era stata esclusa per presunte irregolarità nel Durc. Questione sulla quale però è in corso un contenzioso.

Nel frattempo, però, la Regione Lazio, senza aspettare l’esito del ricorso, ha assegnato l’appalto alla seconda classificata, la GPI spa, Stando all’offerta di quest’ultima, denunciano la cooperativa aCapo, «367 persone (il 49% dei lavoratori, attualmente 750 addetti) non sono previsti nel progetto dal nuovo entrante. Tra questi, i 120 operatori della sede di Frosinone di cui è prevista la chiusura».La cooperativa è venuta a conoscenza della decisione di Lazio Crea, società in house della Regione, lo scorso 20 maggio quando l’azienda subentrante, la GPI spa, ha chiesto i dati degli addetti attualmente impiegati.Dalla cooperativa si dicono sconcertati per il fatto che la Regione Lazio non ha atteso l’esito del ricorso.

LA QUERELLE SUL DURC

La querelle riguarda, appunto, la esclusione della coop a Capo per la presunta non conformità del Durc. Sulla questione però i responsi della giustizia sono stati discordanti. Lo scorso febbraio il Tribunale civile di Roma, fanno sapere dalla cooperativa, ha «dichiarato illegittima la bocciatura del Durc e accertato la piena regolarità contributiva della Cooperativa, condannando Inps a restituire la somma contestata: 3.284 euro».Di avviso diverso la giustizia amministrativa: sia il Tar che il Consiglio di Stato, che si è pronunciato lo scorso 19 aprile, hanno dichiarato legittimo il Durc irregolare emesso da Inps.

La cooperativa ha chiesto la revocazione della sentenza e l’istanza sarà valutata il 30 maggio. Il 23 maggio la Regione Lazio, tramite la società Lazio Crea, ha disposto il cambio appalto a favore della GPI spa. Dalla cooperativa aCapo si dicono «sconcertati» per tanta fretta: «Non è possibile non notare che, in questo modo si intende arrivare ad un fatto compiuto prima che il Consiglio di Stato possa ritornare su quanto stabilito – afferma la presidente Roberta Ciancarelli -. È un atteggiamento gravissimo. Non aver dato esecuzione alla sentenza del Giudice Civile sin dal 14 febbraio ha una precisa rilevanza penale ma, soprattutto, dare esecuzione al cambio appalto alle condizioni della GPI potrà avere un impatto serissimo sul fronte lavorativo e sulla cooperativa».

LE RICADUTE OCCUPAZIONALI

Rispetto ai 750 addetti attuali nel call center Recup, scrive la cooperativa esclusa, «367 persone non potranno essere assorbite dal nuovo entrante. Il progetto con la quale GPI si era classificata al secondo posto prevede in tutto 383 operatori. Allo stesso modo, questa società per azioni prevede l’immediata chiusura della sede di Frosinone del call center con il conseguente licenziamento dei 120 operatori oggi impiegati, con oltre un terzo in condizione di disabilità e/o di svantaggio». La cooperativa dunque si appella alla Regione prima che certe decisioni possano danneggiare l’impresa e «avere un impatto sociale gravissimo ed irrimediabile su tante famiglie».


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