Disoccupati con disabilità: “HostAbility” supera il concetto delle categorie protette

Tratto dal Corriere della ser.it rubrica Invisibili del 30 luglio 2019

Un proverbio cinese afferma che “se un uomo ha fame non regalargli un pesce, ma insegnagli a pescare. Solo così non lo avrai sfamato per un giorno, ma per sempre”. Credo che, con questo spirito, bisognerebbe pensare tutte le iniziative rivolte a sostenere le persone socialmente più fragili. Per questo, se si convive con una disabilità, trovo poco utile inseguire il mito delle cosiddette “Categorie protette” perché credo che sia più fruttuoso gettare le basi per un’autonoma carriera professionale se c’è l’occasione e se si hanno le possibilità di coglierla. 

Lo chiamo “mito” perché la sentenza della Corte di Giustizia europea contro l’Italia era stata chiara già tre anni fa rispetto al collocamento mirato: «Non ha messo in atto misure appropriate per un effettivo inserimento professionale delle persone con disabilità». La situazione non è migliorata, nonostante la modifica dell’anno scorso sulla legge 68/99 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili). Poche aziende sono in regola. Di conseguenza, le ultime statistiche registrano ancora centinaia di migliaia di persone con disabilità che, sebbene posseggano titoli professionali elevati, restano in cerca di un lavoro. 

Io sono tra questi, saltello da sempre tra un incarico temporaneo e un altro. Per questo, mi ha sempre fatto sorridere amaramente l’espressione “Categorie protette”. Sì, perché nessuno si è mai preoccupato di spiegarmi da chi sono protette. In effetti, i risultati sono chiari: non si passa mai dalla teoria alla pratica. In Italia, è vero, abbiamo leggi che promettono un mondo meraviglioso, ma le persone con disabilità si ritrovano sempre a cercare la famosa isola che non c’è.

C’è, comunque, chi prova a lanciare un gancio in mezzo a questo cielo nuvoloso. Sono, infatti, diverse le iniziative che cercano di invogliare l’imprenditorialità dei disoccupati disabili, attraverso una collaborazione tra pubblico e privati. Proprio oggi, vicino alla sua scadenza, ho scoperto un progetto che vuole facilitare l’inserimento lavorativo di persone con disabilità e creare il primo circuito di turismo accessibile organizzato a Roma e nel Lazio. È questo il doppio obiettivo che si prefigge HostAbility: Percorso formativo della Cooperativa aCapo finanziato attraverso l’avviso pubblico “Percorsi di inclusione attiva” dell’Assessorato alle Politiche Sociali e Welfare della Regione Lazio e realizzato con il supporto del Caris dell’Università Tor Vergata, dei Centri per l’Impiego, l’Ente Nazionale Sordi Onlus e altre associazioni per la disabilità.

Qui il video in LIS

Le selezioni scadono il 31 luglio 2019 (salvo proroghe) e sono un’occasione per n. 18 disoccupati con disabilità motorie e uditive di età compresa tra i 18 e i 35 anni, interessati a intraprendere e gestire un’ospitalità extra-alberghiera (appartamento turistico, bed&breakfast, casa vacanze), accogliendo turisti con le loro stesse caratteristiche nei propri appartamenti accessibili.

HostAbility vuole quindi trasformare i giovani alunni in host, cioè: Chi offre un’accoglienza personalizzata al viaggiatore che ospita nella sua abitazione promuovendo così un turismo sostenibile, responsabile, autentico e di qualità. È una figura professionale che salvaguardia la cultura e le tradizioni locali e si adopera per valorizzarle, permettendo ai suoi ospiti di uscire dai consueti tragitti turistici e di entrare a contatto con lo stile di vita del territorio.

Ai selezionati, sarà offerto un corso da settembre 2019 a giugno 2020, per un totale di 600 ore di formazione e un supporto individuale. Inoltre, è prevista un’indennità di frequenza di 6 euro a ora, per un importo massimo di 3.600 euro nei 10 mesi. Le lezioni saranno incentrate nello sviluppo di: capacità comunicative, competenze turistiche, digital marketing, metodi di accoglienza ecc. I partecipanti saranno, poi, impegnati nello studio di buone pratiche e nella frequenza di laboratori presso l’Università Tor Vergata di Roma.

Al termine del percorso, infatti, i partecipanti al progetto sapranno gestire la propria attività sulle piattaforme di promozione turistica(Booking, Airbnb ecc.) e conseguiranno una preparazione completa per: affrontare con sicurezza la gestione dell’attività; rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione; soddisfare le esigenze specifiche della clientela; promuovere il territorio, i principali eventi, i servizi accessibili da far conoscere ai visitatori; padroneggiare tecniche e procedure turistiche.

Per candidarsi, bisogna compilare l’apposito modulo.
Mercoledì 31 luglio 2019 (09.30 – 12.30), inoltre, lo staff di Hostability sarà a disposizione presso l’agenzia per il lavoro “Porta Futuro” di via Galvani n 108 a Roma, per dare informazioni e raccogliere adesioni al progetto.