Tre ascensori non funzionanti, Matteo non arriva all’esame

Tre ascensori non funzionanti, Matteo non arriva all'esame


Tu che di prima mattina, con la tua sedia a rotelle, parti dalla stazione di Aprilia, raggiungi la stazione Termini per poi dirigerti con la metro verso l’ Università di Roma Tre dove studi lingue, sei indubbiamente dotato di coraggio e di buona volontà. Ma è chiaro che quando si usano i trasporti pubblici, il fatto di arrivare puntuale a destinazione non dipende soltanto da te, ma anche da chi è responsabile del buon funzionamento di quei mezzi. Quindi purtroppo può succedere che il tuo coraggio e la tua buona volontà non siano premiati, e questo discorso si potrebbe estendere benissimo a chi non ha nessun problema fisico.

Due ascensori metro non funzionanti…….

Il giovane in questione è Matteo Chittaro, ventunenne appunto di Aprilia, che pochi giorni fa doveva recarsi a Roma Tre per affrontare l’esame di Spagnolo, l’ultimo del suo corso di Laurea. Ma arrivato alla stazione Marconi, la più vicina alla sua facoltà, ha avuto la brutta sorpresa di trovare l’ascensore guasto. Matteo non si è perso d’animo e si è diretto verso la seconda fermata più vicina, ovvero quella di Eur Magliana. Certo poi avrebbe dovuto avere la fortuna di trovare dei mezzi pubblici puntuali ed accessibili, cose che a Roma non sono entrambe per niente scontate. Ma Matteo si è dovuto fermare ancor prima di poter compiere questo percorso alternativo, perché anche l’ascensore Eur Magliana non era funzionante.

……. e anche il terzo. Si fa troppo tardi per l’esame

Questa frustrazione si è ripetuta per la terza volta alla fermata Eur Fermi, dopo di che sono scoccate le 9.30, ovvero l’ora dell’inizio della prova di spagnolo, e per Matteo è diventato inutile compiere ulteriori sforzi. Non ha potuto fare che chiamare la madre che in macchina è venuta a prenderlo e lo ha riportato mestamente ad Aprilia. Allora Matteo ha contattato l’insegnante di spagnolo per farle la sacrosanta richiesta di poter sostenere l’esame in altra data vicina, visto che la sessione successiva era a gennaio, il che avrebbe fatto slittare la sua laurea. L’insegnante si è rifiutata di accogliere la sua richiesta, ma per fortuna il rettore di Roma Tre Luca Pietromarchi ha disposto d’ufficio che Matteo potesse ripetere la prova nei giorni successivi. Un accorgimento doveroso a favore di uno studente che non aveva nessunissima colpa per non essersi presentato in orario all’ esame.

Diritti fondamentali negati

Che dire? Questa spiacevolissima vicenda è l’ennesima prova che i cittadini romani disabili non hanno diritti fondamentali che invece in molte altre città, soprattutto del Nord Italia e Europa, sono assicurati. Il diritto all’indipendenza negli spostamenti, che è una cosa importantissima che ogni essere umano persegue fin dalla prima infanzia, e il diritto allo studio. Che, occorre dire, da parte sua l’Università di Roma Tre assicura in pieno, con aule e percorsi che sono totalmente accessibili. Solo che all’Università occorre arrivarci.

Risalire alle cause del disservizio

Lasciamo da parte in questa sede i frequenti difetti d’inaccessibilità di strade e marciapiedi della capitale, che per elencarli tutti ci vorrebbe un libro assai voluminoso, e concentriamoci sulle difficoltà specifiche che ha incontrato Matteo. Quella mattina tre ascensori della linea metro B, non uno, erano guasti, e non può essere un caso. Da quanto tempo erano guasti? Se qualcuno se ne era accorto, avrebbe potuto chiamare il servizio di manutenzione prima? Nel caso contrario, perché non vengono effettuati controlli quotidiani sul loro funzionamento? Soprattutto, perché la maggior parte degli ascensori non si guasta quasi mai e quelli della metro B si guastano così spesso? La loro costruzione non poteva essere assegnata a una ditta più affidabile?

Sradicare la cattiva organizzazione

A tutte queste domande l’ ATAC dovrà dare una risposta, andranno fatti degli accertamenti molto approfonditi, i responsabili andranno individuati e, quanto meno, rimossi in modo esemplare dal loro incarico, e a loro non dovrà mai più essere assegnato nessun incarico di responsabilità. Perché la cattiva organizzazione va sradicata dovunque si trovi. Soprattutto quella che toglie alle persone le loro libertà fondamentali.

Giulio Simeone

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