Tutti possono danzare con DanceAbility

DanceAbility International

Gli Stati Parti prenderanno misure appropriate per dare alle persone con disabilità l’opportunità di sviluppare e realizzare il loro potenziale creativo, artistico e intellettuale, non solo a proprio vantaggio, ma anche per l’arricchimento della società”. Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (2006) art.30 comma 2

Questo è Il principio da cui si parte per parlare di DanceAbility, la danza giunta in Italia in tempi recentissimi che mette a frutto le proprie potenzialità espressive, nel pieno rispetto delle diversità e senza esclusioni, aiutando a ridurre i pregiudizi e le idee sbagliate sulla disabilità nel campo della danza e per estensione nella società.

La DanceAbility, nata negli Stati Uniti all’inizio degli anni ’90 grazie alla sensibilità del ballerino e coreografo statunitense Alito Alessi (direttore della Joint Forces Dance Company – Eugene, Oregon USA), è una tecnica di danza e improvvisazione che permette a persone differenti di confrontarsi e “agire” insieme, diventando consapevoli dell’esperienza che il corpo fa con il movimento, dentro di se e con l’altro. In questo senso il corpo diventa il mediatore della relazione e rappresenta l’elemento centrale di innovatività del progetto.

I danzatori-partecipanti non eseguono una sequenza prefissata di passi, ma esprimono, da soli o in gruppo, una comunicazione fisica “spontanea” che parte dalla percezione della propria sensazione in movimenti di volta in volta diversi che si intrecciano fra loro fluidamente. Il corpo viene educato al trasferimento, misurato e consapevole, del proprio peso e allo sviluppo del movimento nello spazio e nel tempo. Questa tecnica prende i principi-base dalla contact-improvisation, metodologia volta allo sviluppo della comunicazione e della creatività, attraverso la libertà d’azione.

Al momento DanceAbility è una tecnica utilizzata in moltissimi Paesi del mondo, in contesti educativi e culturali, in laboratori con bambini, disabili, adolescenti, anziani e danzatori professionisti. Il fenomeno è diventato un network internazionale che dagli Stati Uniti si è sviluppato in particolare nel Sud America, in Cina e in Paesi europei come Austria, Germania e Spagna. In Italia, DanceAbility è arrivata solo da dieci anni, ci sono moltissimi centri che applicano con successo questo metodo, anche se pochi sono quelli realmente certificati dal creatore, Alito Alessi.

In un’intervista Alessi ha affermato di essere stato fortemente influenzato nella sua carriera dall’esperienza di crescere con familiari con disabilità: “Ho tre parenti immediati con disabilità: mia madre era quadriplegica a seguito di un incidente stradale, mia sorella aveva la poliomielite, e mio zio aveva quelle che io chiamo “capacità mentali uniche”. La comunicazione diversa è sempre possibile quando il messaggio è l’accoglienza e l’amore. Io ho usato il corpo e la danza”

Recentemente anche a Roma il CARIS dell’Università Tor Vergata, presso l’aula A3 della Macroarea di Ingegneria, ha proposto un laboratorio di “DanceAbility Ethno”, gratuito e rivolto a tutti i studenti dell’ateneo, dedicato a chi vuole avvicinarsi alla diversità propria e altrui attraverso la danza, per sperimentare come la differenza porti stimoli e bellezza e che la diversità è una grande e ricchissima risorsa, per comprendere meglio noi stessi, gli altri e tutto ciò che ci circonda.