Quattro giorni in carrozzina a Torino

Quattro giorni in carrozzina a Torino

Io e la mia ragazza dal 4 al 7 novembre abbiamo fatto una vacanza a Torino, sia a scopo turistico, sia allo scopo di incontrare una mia amica di lunghissima data. Abbiamo viaggiato in treno, arrivando da Firenze, prima tappa della nostra vacanza, e ritornando poi a Roma. Abbiamo utilizzato la mia carrozzina elettrica personale, per avere la possibilità di spostarci più velocemente in città, sia pure con gli ostacoli che abbiamo incontrato, e che vi accingo a raccontare.

Scivoli mancanti nei pressi della Mole

Abbiamo affittato un appartamento in Via Giuseppe Mazzini, in pieno centro di Torino e vicino a molti punti di interesse, come l’imponente Mole Antonelliana, Piazza Vittorio, una delle piazze più grandi d’Europa, la Chiesa della Gran Madre. Sia nei dintorni dell’appartamento, dove ci muovevamo per fare la spesa e simili, che lungo il percorso per raggiungere i luoghi di interesse, abbiamo incontrato vari punti dove mancavano gli scivoli per attraversare la strada, e quindi per raggiungere il marciapiede occorreva fare dei giri un po’ laboriosi. In ogni caso, ce l’ abbiamo sempre fatta a raggiungere le mete che volevamo.

In autobus con qualche imprevisto

Il secondo giorno abbiamo visitato una parte dell’ immenso Parco Valentino, quella dalla parte di Corso Vittorio Emanuele, e non abbiamo riscontrato nessun problema d’accessibilità.  Siccome volevamo raggiungeŕe la nostra amica a Piazza Vittorio, e questa era lontana da raggiungere a piedi soprattutto per la mia ragazza che andava veramente … a piedi, abbiamo deciso di prendere un paio d’autobus. Lungo il tragitto, abbiamo incontrato due problemi. Il primo, alla fermata di Via Sommacampagna, dove la fermata dell’ autobus si trova su un piano completamente rialzato senza scivoli d’ accesso per la carroźzina. Io volevo rinunciare, la mia ragazza, che è sempre brava nell’escogitare soluzioni pratiche, invece con l’ aiuto di un altro giovane che si è reso disponibile, è riuscita a sollevare la carrozzina, a porla sul piano della fermata, in modo da consentire poi la mia salita sull’ autobus. Saliti sull’autobus, però, i problemi non sono finiti, perché non vi era né un altoparlante nė un display che segnalavano le fermate; quindi, siccome l’ autista si fermava solo dove trovava passeggeri, alla fine abbiamo perso il conto delle fermate e siamo scesi ben sei fermate dopo!! Poi abbiamo preso l’ autobus in senso inverso, con l’ autista che era lo stesso, e che, un po’ divertito, ha estratto di nuovo la pedana e mi ha fatto salire. Questa volta, con l’aiuto di un’ altra passeggera,  siamo riusciti a scendere alla fermata giusta e ad arrivare alla meta.

Piazza Castello, i portici e il Palazzo Reale

In ogni caso, è una cosa molto buona che gran parte degli autobus siano dotati di pedana incorporata, che tutti gli autisti che abbiamo incontrato hanno estratto puntualmente per farci salire dal mezzo. L’ ultimo giorno della nostra vacanza ne abbiamo preso un altro per andare a Piazza Castello, una piazza anch’ essa molto grande. La sua superficie è interamente piana e accessibile, così come lo sono i Portici che lo circondano. Gli stessi Portici si estendono per 18 Km e così contribuiscono in maniera rilevante all’accessibilità del centro della città. A Piazza Castello abbiamo visitato il cortile e il giardino del Palazzo Reale, immensa dimora per molti anni della Dinastia dei Savoia.

Grande corsa per acciuffare il treno

Tornati in appartamento, siamo usciti appena mezz’ora prima della partenza del nostro treno per Roma, mentre ai passeggeri disabili e ai loro accompagnatori viene consigliato di presentarsi mezz’ora prima in stazione, per consentire al servizio di assistenza di condurli ai binari e poi di azionare il carrello elevatore in tutta calma. Grazie però soprattutto ad una corsa pazzesca negli altri della stazione, io in carrozzina e la mia ragazza a piedi, abbiamo fatto in tempo ad arrivare circa otto minuti prima che partisse il treno. Gli assistenti della stazione di Torino sono stati altrettanto solerti e rapidi nel farci salire sul treno e così, dopo quattro ore di viaggio, siamo tornati a Roma. Indubbiamente, la carrozzina elettrica mi consente di fare quello che con le mie gambe non potrei mai fare: correre per presentarsi in tempo agli appuntamenti!

Giulio Simeone


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