25 Novembre – Usciamo dal cerchio, per una società senza violenza

25 Novembre - Usciamo dal cerchio, per una società senza violenza

Il 25 novembre è stata la data scelta in memoria del brutale assassinio subito nel 1960 dalle tre sorelle Mirabal dette “Mariposas” ad opera del regime di Trujillo in Repubblica Dominicana. Le tre sorelle divennero un’icona di libertà e opposizione alla violenza, ricordate nel loro paese con monumenti, scuole, strade, festival, associazioni culturali, sono anche effigiate in una banconota della Repubblica Dominicana e una delle 32 province dominicane, si chiama Provincia Hermanas Mirabal.

Sono passati 30 anni, da quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite istituì una giornata di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, invitando governi, organizzazioni internazionali, associazioni e stampa ad informare e lottare contro questa piaga del genere (dis)umano. Oggi, dopo 30 anni, la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne è una data che non dovrebbe più esistere e dovremmo interrogarci sul perchè ancora c’è sul calendario. Questa data testimonia il maschilismo primitivo di un mondo che si definisce avanzato progredito ed evoluto … una società piena di belle parole dove però i fatti dicono cose molto diverse.

Ancora oggi, i dati inerenti alla violenza contro le donne sono allarmanti in tutto il mondo: il fenomeno si sta accentuando e sta diminuendo l’età di chi lo subisce.  C’è ancora bisogno di denunciare a gran voce e lottare contro la violenza che subiscono donne e bambine di tutto il mondo, ricordando che violenza deriva da “violare”, ovvero infrangere i limiti / non rispettare. Per violenza si intende un’azione fisica o verbale con la quale si intende annullare l’altro, o distruggere una parte di lui, della sua volontà. 

La violenza sulle donne è un mostro con tante forme: la violenza domestica, la violenza sessuale, le molestie sessuali, l’incesto, l’omicidio e l’infanticidio femminile, la mutilazione genitale, la tratta, la violenza psicologica e le discriminazioni. Ma è un mostro che l’educazione, la cultura e la consapevolezza, possono distruggere.

Lottiamo insieme, uomini e donne per il nostro futuro e anche per le donne del futuro, le bambine. Una terribile indagine di “Save the Children” denuncia che ad oggi 120 milioni di ragazze in tutto il mondo, una su 10, hanno subito stupri o altri atti sessuali forzati, fino al 30% dei minori legati a gruppi armati sono ragazze (utilizzate spesso come schiave sessuali), entro quest’anno 12 milioni di ragazze saranno coinvolte in matrimoni precoci (un matrimonio ogni tre secondi) e solo quest’anno 2,4 milioni di ragazze (4 ogni minuto) si sposeranno prima di aver compiuto i 15 anni. Tantissimi bambini subiscono violenza assistita e altrettanti restano orfani.

Nel mondo, più di 1 ragazza su 3 (35%) nella propria vita ha subito violenze fisiche o sessuali dal partner o da altri uomini e tra le ragazze di età compresa tra 14 e 21 anni, il 66% ha subito un’attenzione sessuale o molestie indesiderate in un luogo pubblico. Inoltre, più dell’80% dei minori sposati prima dei 18 anni sono di sesso femminile. 

Potremmo aggiungere lo sfruttamento merceologico e ideologico, nelle più svariate declinazioni, del corpo femminile da parte dei media del mondo globale che sono sempre più morbosamente interessati alle fasce d’età minorili, rubando/violentando le necessarie fasi evolutive pedagogiche per la corretta crescita dell’essere umano, l’infanzia e l’adolescenza. Un male subdolo e spesso ignorato e ridotto a un fatto della quotidianità.

Bisogna fare ancora molto, denunciare, diffondere e smantellare le contraddizioni di un sistema perverso che gira intorno alle donne e alla parola Amore, imparando prima di tutto quello per se stesse. Dobbiamo attuare un cambiamento culturale sociale globale, per invertire la rotta e costruire insieme un mondo in cui le donne non siano più discriminate o abusate in nessun modo, per nessun motivo in nessun posto.
Tantissimi eventi diffusi in questa ricorrenza dal nord al sud dell’Italia e a Roma come ogni anno, il corteo nazionale di “Non una di meno” è sceso in piazza della Repubblica a Roma.