Smart working per la salute ed il lavoro

L’emergenza sanitaria legata al Coronavirus Covid-19 ed il rischio di un crollo delle attività in Italia hanno accelerato il dibattito e l’adozione di forme di smart working.
C’è il bisogno di tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini, ma anche la produttività e le politica sulla sicurezza delle aziende interessate.
Da qui la necessità di tante imprese di scoprirsi più smart di quel che credevano.

La legge 81/2017

Lo smart working o lavoro agile è previsto dalla Legge 81/2017, si basa su un accordo individuale tra lavoratore ed aziende su tempi, modalità e gli strumenti tecnologici da usare.
Ai lavoratori vengono garantiti gli stessi trattamenti economici e la stessa tutela in caso di infortuni e malattie professionali, ma anche tutte le discipline lavorative già previste.
Ogni accordo va firmato e poi registrato sul portale del ministero del Lavoro

I Decreti di urgenza

Già con il Decreto di urgenza del 23 febbraio 2020 n. 6 il Governo aveva introdotto la possibilità per le zone a rischio di applicare questa forma di lavoro anche senza accordo individuale.
Poi, all’inizio di marzo, i nuovi Decreti sulle misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica hanno attivato la possibilità di adottare modalità di Smart working aziendale, ai sensi della legge n. 81/2017.
Tali modalità potranno rimanere attive fino al 31 marzo 2020 ma, nel caso che lo stato di emergenza sia prolungato, potrebbero proseguire anche oltre tale termine.

Le aziende smart

Anche aCapo sta ricorrendo a questo modello. In effetti, questa cooperativa sociale integrata, vanta una lunga esperienza nelle diverse forme di lavoro agile, che è sempre stato un modello utile per favorire le condizioni di lavoro dei propri soci con disabilità o in condizioni particolari di svantaggio.
Questo momento di responsabilità, forse, potrà anche essere un banco di prova utile a molti; un’occasione per misurare lo smart working su una scala più ampia, da adottare per una migliore gestione del lavoro.
Un’organizzazione più flessibile, se efficace, è in grado di soddisfare meglio le esigenze dei lavoratori, con maggiore produttività e competitività dell’azienda, minori costi di gestione, risparmi di tempo e minore impatto ambientale.
Speriamo di poterne tornare a parlare presto soltanto in questi termini.