SOS per la cooperazione sociale

aCapo - Cooperazione sociale

Questa grande emergenza sanitaria corre sempre più il rischio di diventare un’emergenza economica altrettanto drammatica per le cooperative sociali.

Ogni giorno

l’incertezza sulle condizioni di lavoro e la sostenibilità dell’impresa si fanno più forti, sia per chi opera nel campo dell’assistenza, sia per le cooperative di inserimento lavorativo che hanno in gran parte i loro clienti nelle amministrazioni pubbliche.

La Legacoop

Mauro Lusetti, Presidente di Legacoop, pochi giorni fa, ricordava che sono a rischio 200mila occupati per l’impossibilità di continuare a svolgere servizi socio-sanitari, sociali ed educativi; ma una sorta non diversa riguarda i lavoratori, molti disabili e svantaggiati, che lavorano nelle cooperative di tipo B.

Art. 48 Cura Italia

Per questo, anche aCapo si associa alla richiesta fatta dalle centrali cooperative al Presidente del Consiglio affinché, nell’applicazione dell’art.48 del DL Cura Italia che prevede la possibilità di rimodulazione dei servizi socio-assistenziali affidati alle cooperative, si riconoscano le condizioni economiche precedentemente concordate.

Essere Realistici

Occorre essere realistici: le pubbliche amministrazioni devono continuare ad erogare le somme previste dagli accordi vigenti e già in bilancio, anche di fronte a riduzioni o formule alternative di erogazione dei servizi. Diversamente, troppe imprese sociali non avrebbero più le condizioni minime di sostenibilità.

Applicare il concetto

Si tratta di applicare il concetto del ‘vuoto per pieno’: se anche le condizioni sanitarie o organizzative non consentono la piena erogazione dei servizi per un dato periodo, il servizio va remunerato per intero. Non si tratta di una regalia, il momento della compensazione verrà dopo, questo è il momento del mutuo sostegno.

Alcuni esempi

Gli esempi ci sono. Un’amministrazione attenta come il Comune di Genova ha riconosciuto la pari dignità dei lavoratori della cooperazione sociale rispetto ai lavoratori pubblici. Infatti, anche a fronte di una parziale e temporanea limitazione dei servizi, è stato stabilito che alle cooperative verranno riconosciuti gli importi precedenti alle misure di contenimento.

Sostenere

È una misura giusta, che va replicata in ogni regione, per sostenere anche la prova di impegno che le cooperative sociali di tutta Italia stanno dando, insieme al terzo settore, compiendo sforzi straordinari per procurarsi mascherine e dpi o ‘inventando’ formule di servizio alternative pur di non abbandonare le loro comunità.

La campagna social

È una realtà concreta come testimonia la campagna social #NOICISIAMO di Legacoopsociali che raccoglie le foto e i video degli operatori e delle cooperative sociali che continuano a svolgere il proprio lavoro o a reinventarlo durante l’emergenza.

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