aCapo per la salute e la sicurezza

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Come ogni anno il 28 aprile è la Giornata Mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, istituita nel 2003 dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO/BIT).
La manifestazione ha lo scopo di focalizzare l’attenzione internazionale sull’importanza della prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro e delle malattie professionali e sulla necessità di un impegno collettivo per la creazione e la promozione della cultura della sicurezza e della salute sul lavoro.

Responsabili per la sicurezza

La Cooperativa aCapo è sempre stata all’avanguardia nella materia, grazie al lavoro costante dei responsabili per la sicurezza per applicare le diverse normative ed educare i soci al loro rispetto, anche con l’ausilio di strumenti informatici. Tale attività è stata intensificata in questi mesi in seguito dall’emergenza Covid19, che ha ovviamente condizionato tutti i lavori della cooperativa nelle diverse sedi.

I servizi

Ma nonostante ciò ha saputo organizzarsi in tempi brevi, e quasi tutti suoi servizi sono proseguiti senza problemi, anche grazie al fatto che i call center ed i servizi alla Pubblica Amministrazione sono inquadrati come attività essenziali.

Già il 5 marzo scorso, in seguito al decreto legge n. 6/2020 del 23 febbraio, la cooperativa ha comunicato l’attivazione dello Smart-Working aziendale, ai sensi della legge n. 81/2017.
Queste disposizioni sono state adottate ben prima del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro, firmato il 14 marzo da Governo e parti sociali.
Il protocollo fornisce le normative e le procedure da attuare per prevenire la diffusione per tutti i casi in cui non è possibile il lavoro a distanza, come ad esempio per i Cup di Lodi e di Udine e le aree logistiche nella sede di Pomezia.

Per tutte le attività è previsto il rispetto della distanza interpersonale di un metro, con postazioni distribuite in modo adeguato e l’adozione di strumenti di protezione individuale.

La suddivisione


La suddivisione degli ingressi in base a turni specifici e la limitazione al massimo degli spostamenti all’interno dei siti e dell’accesso agli spazi comuni; un buon ricambio d’aria in tutti gli ambienti, vengono controllati gli impianti di ventilazione e vengono puliti regolarmente i filtri.
Le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, con il lavaggio accurato dei pavimenti, la pulizia di scale e le maniglie, la sanificazione di telefoni, scrivanie, PC e stampanti.
Controllo più stringente sull’accesso di lavoratori ed esterni, con procedure di emergenza per l’isolamento ed il ricovero dei soci che mostrassero sintomi di malattia.

Il protocollo

Lo scorso 24 aprile il Protocollo condiviso è stato aggiornato per la seconda fase dell’emergenza ed ha stabilito altre misure aggiuntive. Anche in questo momento il lavoro a distanza viene indicato come lo strumento più utile per la prevenzione dei contagi.
Viene ribadito anche il criterio del distanziamento sociale, che implica il riposizionamento delle postazioni lavorative, introducendo barriere di separazione con pannelli in plexiglas o mobilio, o ricavando spazi da uffici inutilizzati.
Anche l’articolazione del lavoro deve prevedere orari differenziati in entrata ed in uscita, che riducano il numero di presenze contemporanee e gli assembramenti.

Gli spostamenti


Gli spostamenti all’interno del sito aziendale devono essere limitati al minimo indispensabile, per gli spazi comuni, le mense aziendali e i servizi igienici, deve essere prevista una ventilazione continua degli ambienti, una turnazione nella fruizione ed un tempo ridotto di permanenza.

Luoghi d lavoro

All’interno dei luoghi di lavoro sulla base del complesso dei rischi valutati devono essere utilizzate mascherine conformi e i DPI idonei.
Possono essere previsti strumenti di misurazione della temperatura corporea, e nel caso di febbre oltre i 37,5°C non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione saranno isolate e rimandate al proprio medico curante, avvertendo anche la Asl.
Il medico competente dell’azienda sarà coinvolto per il controllo e per il reintegro progressivo di lavoratori dopo l’infezione, per verificare l’idoneità alla mansione e profili specifici di rischiosità.

La vigilanza

La vigilanza sull’applicazione di queste misure sono svolte dal Servizio di prevenzione e protezione, assieme ad un Comitato specifico previsto dai Protocolli, anche con il coinvolgimento del medico competente, delle autorità sanitaria locali e degli altri soggetti istituzionali.
Al momento attuale non si conoscono le future condizioni in cui sarà richiesto di operare, ma in ogni caso anche in tempi difficili aCapo sta dimostrando il proprio rispetto ed impegno verso i e verso i lavoratori, i clienti e i cittadini.


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