Quale turismo in Italia dopo la crisi

Quale turismo in Italia dopo la crisi

Come si prevedeva, il settore del turismo in Italia sta pagando un prezzo alto per l’emergenza Covid-19. L’ultimo bollettino dell’Enit (Agenzia Nazionale del Turismo) stimava un afflusso totale in meno del 46% di persone rispetto all’anno precedente.

Stranieri ed italiani

Assenti quasi del tutto i visitatori internazionali, in diminuzione del 58% rispetto l’anno precedente, a stento compensati dai turisti domestici, a loro volta in calo del 31%. E in media la vacanza è durata appena 7 notti, con un budget pari in media a 850 euro.
Risultano colpite in misura maggiore le città d’arte, come Roma, Firenze e Venezia, che dipendono maggiormente dai turisti internazionali.
A livello economico questo comporta una perdita di 68 miliardi di euro nel 2020 rispetto al 2019, pari a 2,6 punti percentuali del Pil. Solo nel 2023 il settore dovrebbe ritornare ai livelli pre-Covid.

I viaggi negli appartamenti

Anche il settore degli appartamenti privati (Airbnb ed altri operatori) ha risentito di questa situazione, ma paradossalmente in modo minore.
CleanBnB, la società di property management più diffusa in Italia, ha pubblicato un Rapporto dell’andamento del settore del turismo, sulla base dei dati delle piattaforme Airbnb e dei principali attori settoriali.

Un andamento positivo

Come sostiene il Presidente Francesco Zorgno, luglio e agosto hanno fatto registrare tassi di occupazione molto interessanti, superiori alle aspettative, in quasi tutte le località gestite da CleanBnB.
In maggioranza erano italiani, che quest’anno hanno scelte le località più vicine del Paese. Infatti per il 67% hanno optato per soggiorni entro i 500 km dalla propria residenza.
Erano presenti in modo rilevante anche gli stranieri, soprattutto coloro che provengono da paesi limitrofi (francesi, olandesi, austriaci e tedeschi).

Diverse abitudini

I flussi di viaggiatori si sono distribuiti in modo omogeneo su tutte le località, dal mare alla montagna alle città d’arte, con un modello diffuso sul territorio.
E gli interessati non prenotavano più con largo anticipo, ma aspettavano gli ultimi giorni precedenti il soggiorno, privilegiando soluzioni più flessibili che in passato.
Non sono stati attirati dalle tariffe, che sono rimaste di fatto allineate agli anni precedenti, ma da altri fattori come la sicurezza, la professionalità, l’apertura alle diverse esigenze.

Le prospettive di Hostability

Dunque il turismo in Italia in appartamento è sembrato rispondere con maggiore efficacia alle richieste di sicurezza e sostenibilità dettate dall’emergenza Covid-19.
Questa è una buona notizia per HostAbility, il progetto della Cooperativa aCapo per creare una rete di accoglienza accessibile per le persone con disabilità nella Regione Lazio.
I corsi di formazione, che negli ultimi mesi si sono tenuti online per i noti problemi di legge e logistici, si dovrebbero concludere quest’anno, possibilmente in una nuova sede per favorire la didattica e la socializzazione tra i giovani partecipanti.
Si spera che i ragazzi coinvolti possano mantenere l’entusiasmo e la competenza necessaria per contribuire, con la loro attività imprenditoriale, alla ripartenza dell’economia e del turismo in Italia a favore dei più svantaggiati da questa situazione.


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