Il Recovery Plan per l’occupazione femminile

Il Recovery Plan per l’occupazione femminile

Una parte significativa delle risorse del Recovery Plan sarà indirizzata in favore dell’occupazione femminile. Questa la promessa che il Presidente del Consiglio Conte ha fatto, lo scorso 14 ottobre, in un suo discorso alla Camera in vista del summit Ue.
“La debole dinamica demografica e della natalità che il paese registra, ha ribadito, costituisce una dimensione prioritaria di intervento all’interno del piano: intendiamo promuovere l’occupazione femminile anche tramite agevolazioni per le donne e madri lavoratrici, definire un assegno unico universale per ogni figlio a carico, in raccordo con una più organica riforma fiscale, potenziare l’accesso ai servizi per la prima infanzia favorendone in particolare il riequilibrio territoriale”.

I prossimi provvedimenti

E nella prossima legge di Bilancio dovrebbe essere decisa una decontribuzione per sostenere le donne al momento del rientro in ufficio dopo la nascita.
Mentre dalla seconda metà del 2021 l’assegno unico universale per i figli a carico dovrebbe essere inserito nella riforma fiscale.
Pareri positivi sono arrivati dalle donne dei diversi schieramenti politici, che però si auspicano tempi brevi e fatti concreti.
Nei prossimi giorni i rappresentanti del Governo incontreranno e sentiranno le esigenze delle donne, delle loro associazioni di riferimento e delle imprese.

Le cooperative sociali

Soddisfatta di questo passo è Eleonora Vanni, presidente di Legacoopsociali e portavoce di un settore dove l’occupazione femminile è forte, spesso oltre il 70%, in servizi di welfare e tutela delle persone fragili.
E la recente emergenza Covid19 ne ha compromesso l’attività e spesso l’occupazione, dal momento che durante la chiusura sono stati persi quasi 500 mila posti di lavoro.

Per questo la presidente chiede che siano previsti incentivi per le imprese che assumono e che attivano strumenti di conciliazione vita-lavoro, al fine di promuovere l’occupazione femminile in maniera diffusa e stabile.
“Gli strumenti di sostegno al reddito possono aiutare a superare la fase di emergenza, sostiene la Vanni, ma la ripresa e lo sviluppo del paese passano attraverso l’investimento in infrastrutturazione sociale, dagli asili nido ai servizi di assistenza e cura”.