L’impresa sociale per un Paese migliore

L'impresa sociale per un Paese migliore

L’impresa sociale può rappresentare un diverso modello di sviluppo per il Paese. Questo era il titolo e l’auspicio della XVIII edizione del Workshop sull’impresa sociale, che si è svolta dal 9 al 13 novembre in versione on line.
In questo modo il seminario, promosso da anni da Iris Network a Riva del Garda, ha potuto tenere rimanere uno spazio di condivisione e dibattito per sostenere le imprese sociali in un momento difficile.
Il Workshop era disponibile in diretta streaming sui canali del network, con appuntamenti dedicati a scenari economici e sociali, strumenti per l’impresa, rapporti con la pubblica amministrazione, strategie per la ripresa.
Inoltre offriva quattro percorsi di resilienza (welfare, reti, tecnologia, comunità) dove poter far conoscere le buone pratiche di impresa.

Le aziende e la crisi

La crisi dovuta all’emergenza Covid-19 ha colpito duramente molte aziende ed organizzazioni di Terzo settore, specialmente quelle impegnate nei servizi alle persone.
Molte sono state costrette ad interrompere le attività, altre hanno dovuto riposizionarsi e trovare soluzioni innovative per mantenere il rapporto con il proprio pubblico.
Tuttavia i mesi di chiusura hanno dimostrato anche le potenzialità degli strumenti tecnologici e digitali per garantire il lavoro, le relazioni ed i servizi sociali ed educativi per le persone.

Co-progettazione e co-programmazione

Un’altra nota positiva è stata la sentenza 131/2020 della Corte costituzionale, che ha cambiato i rapporti tra la pubblica amministrazione e il Terzo settore, dando riconoscimento alla co-progettazione e alla co-programmazione.
In questo quadro complicato, amministrazioni e imprese sociali, quindi, hanno una grande responsabilità verso la comunità a cui fanno riferimento e si devono dotare di una capacità di leggere i bisogni e programmando insieme tutti gli strumenti di intervento possibili.

Un vero cambiamento

E una volta che si chiuderà la fase emergenziale, occorre disegnare una strategia di lungo periodo che assicuri il mantenimento dei servizi offerti alla popolazione.
Infatti in questa situazione le imprese sociali devono diventare una risorsa non solo per superare la crisi, ma per modificare un sistema economico e sociale che appare ancora meno sostenibile.

Nuovi strumenti

Per questo occorre utilizzare in modo maggiore e capillare tutti gli strumenti e le modalità ed innovative di intervento.
E nello stesso tempo sviluppare nuovi percorsi formativi sull’imprenditorialità nel settore del benessere collettivo e dell’integrazione sociale, in collaborazione con università e centri di ricerca.
Inoltre le imprese sociali e le altre organizzazioni di Terzo settore devono riscoprire i bisogni sociali impellenti delle persone e delle comunità, cercando di dare loro una risposta.
Per questo devono instaurare nuove relazioni sul territorio e creare reti sociali ed economiche che possono rappresentare il nuovo punto di partenza per nuovi modelli di sviluppo locale.

Le prospettive

Come sottolinea Carlo Borzaga, consigliere di Iris Network e presidente di Euricse, “è il momento di disegnare una strategia di lungo periodo per assicurare il mantenimento e incrementare la presenza nell’economia delle imprese sociali e dei servizi e attività che esse garantiscono. Le proposte che presentiamo costituiscono una strategia di intervento concreta e di immediata attuazione, che può essere alla base della proposta italiana per il Social Economy Action Plan europeo”.