Ripartenza, le cooperative come modello di impatto sociale

Ripartenza, le cooperative come modello di impatto sociale

Le cooperative sono pronte a collaborare nel nuovo corso politico, in favore della crescita e della riduzione delle disuguaglianze che si sono accentuate nel Paese.
Lo hanno ribadito al premier Mario Draghi i rappresentanti dell’Alleanza delle Cooperative italiane, in rappresentanza delle molte imprese che operano e portano il lavoro nel territorio.
Chiedono al nuovo esecutivo l’avvio di riforme e la collaborazione tra pubblico e privato per uscire dalla crisi attuale e costruire un nuovo modello di sviluppo sostenibile sotto il profilo ambientale, economico e sociale.

Più investimenti per le aziende

Per far ripartire il Paese dopo la pandemia, più che misure tampone, ci vogliono investimenti eccezionali per i settori produttivi più colpiti e le categorie più a rischio di povertà, specialmente nel Sud e nelle aree interne.
Ma anche sarebbe anche necessaria la promozione e la trasformazione aziendale in settori prioritari, come la green economy e il comparto digitale.
Il Recovery Plan dovrebbe stimolare un ciclo di sviluppo che ne modernizzi strutture e società, nel segno della sostenibilità e dell’inclusione sociale.

Il Piano della sostenibilità

A tale scopo l’Alleanza delle Cooperative fin da marzo 2020 ha elaborato un Piano nazionale della sostenibilità, con 40 progetti essenziali per il Paese:
Questi riguardano Imprese e lavoro, Ambiente ed energia, Appalti ed edilizia, Turismo e patrimonio culturale, Welfare.
Particolare attenzione alle Piattaforme digitali, Comunità energetiche, Economia circolare, Digitalizzazione dei Beni Culturali, Accessibilità delle città, Potenziamento dei servizi per l’infanzia, Salute di comunità.
Per questo ci vuole una governance adeguata, che permetta di gestire il Piano con la partecipazione strategica e operativa di istituzioni delle parti sociali.

Il contributo del Terzo settore

Anche la portavoce del Forum del Terzo Settore, Claudia Fiaschi ha incontrato il premier per chiedere la costruzione di un modello di sviluppo più socialmente sostenibile.
Infatti ci sono migliaia di associazioni e cooperative e imprese sociali che oltre a realizzare servizi per il benessere delle persone e delle comunità generano anche buona economia.
Ha auspicato l’adozione di un piano d’azione nazionale per l’economia sociale e la creazione di una Rete di protezione sociale, oltre al completamento dei Livelli essenziali delle prestazioni.

E la disabilità

Il Recovery plan può infatti servire a migliorare i servizi dare risposte ai bisogni dei cittadini più fragili.
Anche il nuovo ministero per la Disabilità potrebbe aiutare a risolvere le attuali emergenze nel settore, come l’attuazione del Programma di azione biennale, il riconoscimento e la tutela dei caregiver, l’aumento degli insegnanti di sostegno ed l’inserimento lavorativo e sociale delle persone.