Regione Lazio, un protocollo per il lavoro

un patto per il lavoro

Per contrastare la crisi occupazionale dovuta alla pandemia, la Regione Lazio ha rilanciato il Protocollo di Intesa per le Politiche attive del Lavoro
Si tratta di varie misure di formazione, accompagnamento e reinserimento al lavoro, in particolare per le categorie più fragili, con lo stanziamento di oltre 200 milioni di euro.
Per il piano sono state coinvolte direttamente le organizzazioni sindacali (Cgil Lazio, Cisl Lazio, Uil Lazio, Ugl Lazio) e quelle di rappresentanza delle imprese, tra le quali Legacoop Lazio, Confcooperative Lazio e AGCI Lazio.

Gli strumenti efficaci

Il Protocollo intende rispondere in modo efficace alle esigenze del mercato del lavoro negli ultimi anni, aiutando le persone e le imprese con politiche attive in funzione dei diversi fabbisogni.
Saranno messi in campo strumenti per gestire e affrontare i cambiamenti e le nuove sfide, intervenendo sulla riorganizzazione produttiva e dei servizi.
Tra questi i servizi pubblici di impiego, che saranno potenziare e digitalizzati consentire la formazione, l’ingresso e la tutela delle persone nel mercato del lavoro.
Tra questi anche Spazio Lavoro, Agenzia regionale per la gestione e di qualificazione del lavoro e Porta Futuro, presidio per servizi di informazione ed attivazione per l’accesso agli interventi regionali.

Per le categorie fragili

Il Piano, in particolare, si occuperà di categorie che richiedono azioni mirate per quanto riguarda la loro occupabilità e stabilizzazione: i giovani, le donne, le persone disabili, i disoccupati adulti e i percettori di ammortizzatori sociali.
Gli interventi saranno caratterizzati da un diverso grado di specializzazione, per poter essere utilmente impiegati per sostenere in modo differenziato singole o multiple tipologie di destinatari.

Le azioni previste

Queste alcune delle azioni che sono previste dal Protocollo: 

● Percorsi formativi rivolti a giovani ed adulti che devono conseguire un titolo di studio, che non lavorano, hanno perso il lavoro o sono in cassa integrazione.
● Misure di sostegno alla gestione dei processi aziendali di riconversione o riorganizzazione attraverso interventi condivisi e la riqualificazione professionale del personale.
● Sostegno all’autoimprenditorialità, con forme di partenariato  e di prestiti agevolati.
● Incentivi alle assunzioni e contratti per l’inserimento al lavoro di persone over 30.
● Misure per favorire l’inserimento delle donne, sostegno della parità salariale, valorizzazione delle competenze, interventi per garantire la conciliazione tra vita professionale e carichi familiari.
● Misure per l’inserimento delle persone con disabilità, con la valorizzazione delle Convenzioni e il potenziamento del Sild nonché l’utilizzo delle risorse di cui al Fondo ex art. 14, co. 3, l. 68/1999.
● Sostegno a favore di competitività, occupazione e innovazione, per incrementare le competenze.
● Progetti in favore di disoccupati adulti a due anni dalla pensione.

Le parti in gioco

Le parti coinvolte si incontreranno per definire entro 60 giorni dalla sottoscrizione del presente Protocollo di Intesa un “Patto per le Competenze e per le Nuove Competenze”.
I vari bandi verranno avviati a partire dalle prossime settimane e saranno concordati, anche per la copertura finanziaria.
Ed anche le cooperative sociali faranno la loro parte in questa iniziativa e presenteranno presto i loro progetti, in linea assoluta con la loro missione di inserimento lavorativo e sociale.

Il Protocollo