L’inserimento lavorativo ai tempi della pandemia

Inserimento Lavorativo

L’inserimento lavorativo delle persone disabili appare ancora più complicato in una situazione sociale e lavorativa difficile per tutti, a causa della pandemia e delle sue conseguenze per le imprese.
Per di più durante il periodo di emergenza il ministero ha sospeso l’obbligo di assunzione delle categorie protette (legge 68/99) da parte delle aziende che abbiano beneficiato della cassa integrazione o di altre misure di sostegno.
Ed anche molte cooperative sociali di inserimento lavorativo hanno subito la crisi, dovendo ridurre la quantità di lavoro delle persone impiegate.

L’attuazione della legge 68/99

Non che prima andasse meglio, come mostra anche la IX Relazione del ministero del Lavoro sullo stato di attuazione della Legge 69/99 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”.
Il documento, realizzato in collaborazione con INAPP e le Regioni relativamente al triennio 2016 – 2018, parla della difficoltà di impiego dei circa 900mila iscritti al collocamento speciale.
I dati segnalano un certo aumento costante degli avviamenti e delle assunzioni, ma le cifre sono distribuite in modo disomogeneo nel territorio nazionale, e comunque sono insufficienti rispetto ai richiedenti.

Il Rapporto di Eurofound

Anche nel Rapporto di Eurofound sull’inclusione lavorativa dei disabili in UE, “Disability and labour market integration: Policy trends and support in EU Member States”, la partecipazione al mercato del lavoro da parte delle persone con disabilità rimane problematica, aggravata dalla pandemia.
Infatti diversi ostacoli, come gli stereotipi, la non accessibilità e la mancanza di una visione strategica dall’alto, ne rendono più difficile l’occupazione e l’integrazione in genere.
Per questo Eurofound raccomanda maggiori risorse per finanziare le misure di inclusione lavorativa, il coinvolgimento di tutti gli stakeholders, il miglioramento dei dati a disposizione ed il potenziamento dei meccanismi di protezione sociale.

Nuove misure in Italia

In Italia il nuovo ministro Erika Stefani ha annunciato alcune misure per stimolare l’inserimento lavorativo e il collocamento mirato.
Tra queste la definizione delle Linee Guida di revisione del processo di inclusione lavorativa. Queste devono promuovere la rete integrata con i servizi, gli accordi territoriali, la valutazione bio-psico-sociale della disabilità, gli accomodamenti ragionevoli, il responsabile dell’inserimento lavorativo e le buone pratiche di inclusione lavorativa.
Inoltre la creazione di una Banca nazionale del collocamento mirato che possa raccogliere tutti i dati, semplificare gli adempimenti e favorire le attività di controllo, monitoraggio e valutazione del collocamento al lavoro delle persone con disabilità.

E l’utilizzo degli strumenti

Da queste misure, secondo la Stefani, potrà arrivare un approccio più efficace per l’ingresso delle persone nel mondo del lavoro e per la loro integrazione.
Poi, una volta terminata l’emergenza, basterà applicare realmente le norme previste dalla legge 68 e dal Jobs Act.
Anche le cooperative sociali continueranno a fare la loro parte, tramite l’assunzione diretta o l’utilizzo delle convenzioni previste per l’inserimento lavorativo.