Imprese sociali resistenti e resilienti

Imprese sociali resistenti e resilienti

Le imprese sociali sono quelle che hanno subito in modo minore l’impatto della crisi economica legata alla pandemia.
Questa realtà emerge da differenti rapporti, tra cui anche il IV Rapporto di Iris Network , L’impresa sociale in Italia. Identità e sviluppo in un quadro di riforma.

Attività e occupazione

Il Rapporto ha analizzato l’andamento del settore, la sua crescita economica ed occupazionale, il soddisfacimento dei servizi e la reazione alla pandemia da Covid-19.
I dati parlano di oltre 22 mila organizzazioni, con un aumento significativo di imprese ed addetti rispetto agli anni precedenti.
E queste hanno risposto bene alla crisi. La flessione della domanda e la ripercussione sui livelli occupazionali è stata abbastanza limitata, molte cooperative sociali sono già pronte a ripartire.

La resilienza alla pandemia

Sulla loro reazione alla pandemia di Covid-19 è stata realizzata una ricerca approfondita per verificare le strategie e strumenti di resilienza.
Ed è emerso che le imprese, di fronte ad esigenze nuove e cambiamenti urgenti, hanno saputo reinventarsi e trasformarsi per portare avanti le attività per i propri utenti e le comunità.
Tre sono state le strategie di resilienza: il mantenimento e il rafforzamento dei propri servizi, sostenendo in proprio l’aumento dei costi; la riprogrammazione delle attività attraverso servizi digitali o a distanza; l’ampliamento dell’offerta per far fronte alle nuove richieste nel mercato.

La capacità innovativa

Fattori determinanti sono stati la solidità organizzativa delle imprese sociali, i loro valori di riferimento, la capacità connettiva con il territorio e l’investimento in competenze.
In sostanza, nella pandemia le imprese sociali hanno dimostrato di riuscire a garantire buona parte dei servizi di welfare e nello stesso tempo l’occupazione, sapendo innovare ed adeguarsi alle nuove condizioni esterne.

Un’indagine a Roma

E anche secondo un’indagine della Cna Roma, realizzata in collaborazione con Swg, le imprese maggiormente propense all’inclusione lavorativa sono quelle che stanno reagendo meglio alla crisi.
Nel corso dell’iniziativa Diversity Roma. Diversity & Inclusion, valorizzare le differenze per la crescita delle imprese e della comunità, il presidente Melchionno ha mostrato i numeri:
il 57% di queste piccole e medie imprese ha utilizzato meno di altre gli ammortizzatori sociali, in particolare la Cassa integrazione, dimostrandosi più solide dal punto di vista economico.

Il Diversity Management

Inoltre su 300 imprese romane, il 55% delle aziende è favorevole al Diversity management ed è quindi più propenso ad assumere lavoratori che si trovano in una condizione di fragilità.
Dunque esistono ancora reti e politiche di inclusività portate avanti dalle diverse realtà imprenditoriali nella capitale.
E mai come adesso la cooperazione sociale resta centrale per lo sviluppo del Paese, dal momento che la ripresa deve essere sostenibile e sociale.