Un anno di ripresa per l’economia cooperativa

Un anno di ripresa per l'economia cooperativa

Dopo la crisi legata alla pandemia e alle conseguenti misure restrittive, l’economia italiana sta recuperando bene.
Alla fine del 2021, grazie alla maggior fiducia e alle politiche di sostegno del governo, si stima una crescita del PIL del 6,3% per quest’anno, anche se le incognite non mancano.
Tutto questo è riassunto nel report Bilancio del 2021, secondo anno di pandemia realizzato nell’ambito del progetto di ricerca Monitor Fase 3, realizzato in collaborazione tra Area Studi Legacoop e Prometeia.
La ripresa sta avvenendo soprattutto nel settore dei servizi, del turismo e della cultura, penalizzati dalle chiusure dell’anno precedente. Ma anche nella manifattura, nell’alimentare e nei settori legati alla filiera dell’edilizia.

I risultati delle cooperative

Anche per le cooperative i numeri sono stati abbastanza positivi, come emerge da una precedente indagine congiunturale effettuata dall’Area Studi Legacoop.
Nel quadrimestre appena trascorso, le cooperative aderenti registrano infatti un miglioramento complessivo per quanto riguarda sia il livello della domanda di prodotti/servizi sia l’occupazione.
I settori nei quali si evidenziano aumenti della domanda superiori al dato medio sono quelli delle attività culturali, delle attività manifatturiere, delle costruzioni e la cooperazione sociale.
Le aspettative rimangono complessivamente positive anche per i prossimi quattro mesi, per quanto riguarda l’economia e gli investimenti. Anche se vi sono preoccupazioni sul possibile calo del livello della domanda a causa degli effetti dei prezzi crescenti delle materie prime.

Il commento di Lusetti (Legacoop)

“Il bilancio del 2021, secondo anno di pandemia, è tutto sommato positivo”, commenta Mauro Lusetti, presidente di Legacoop. “A questa ripresa si è accompagnata una costante crescita della fiducia, nonostante questo scenario ancora difficile.
“Le nostre cooperative hanno reagito complessivamente bene, hanno preservato occupazione, continuato a fornire servizi essenziali, e atteso il momento giusto per ripartire con vigore. Questa situazione va gestita con politiche che affrontino i nodi del momento, come le forniture essenziali, la scarsa manodopera e le piccole e microimprese. In tutto ciò il PNRR deve avere un ruolo cruciale e inclusivo”.