Il PNRR per l’inserimento lavorativo

PNRR

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), presentato lo scorso anno all’interno del programma Next Generation EU per aiutare la ripresa dopo la pandemia, contiene alcune misure per favorire l’inserimento lavorativo.
Tale intervento intende non solo riparare i danni economici e sociali della crisi, ma anche contribuire a risolvere le debolezze strutturali dell’economia italiana e ridurre i divari territoriali, generazionali e di genere.

Le diverse missioni

Il Piano prevede investimenti per oltre 200 miliardi di risorse e specifiche riforme relativamente a tre assi strategici: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale.
Si sviluppa tramite sei missioni: “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura”, “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”, “Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile”, “Istruzione e Ricerca, “Inclusione e Coesione”, “Salute”.

Quella che interessa più da vicino la cooperazione sociale è Inclusione e Coesione, che riguarda le politiche per il lavoro, infrastrutture sociali, servizi sociali, disabilità e marginalità sociale, interventi per la coesione territoriale, rigenerazione urbana e housing sociale.
Ma di notevole importanza anche la Salute, con interventi sulle reti di prossimità, le strutture e la telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale.

Il Programma per il lavoro

Inoltre la sezione dedicata alle politiche del lavoro prevede il Programma GOL, un Piano per favorire nuove competenze ed il potenziamento delle pratiche per l’impiego.
Beneficiari del programma dovranno essere donne, disoccupati di lunga durata, persone con disabilità, giovani under 30, lavoratori over 55, che saranno tutti coinvolti in attività di formazione e digitalizzazione.

Si intende creare così una Rete territoriale per integrare tra loro i servizi anche tramite una cooperazione tra i servizi pubblici e agenzie per il lavoro, soggetti per la formazione, imprese economiche locali e i servizi sociali e sanitari.
Si prevede la stipula di veri e propri «patti territoriali» per fornire adeguati strumenti formativi dedicati e condizionati all’assunzione.

Misure per aziende e settore pubblico

Inoltre il Decreto Legge N. 77 del 2021 (convertito nella Legge 29 luglio 2021, N. 108), che disciplina i criteri di applicazione del PNRR, contiene novità importanti.
Nell’Art.47 (Pari opportunità e inclusione lavorativa nei contratti pubblici PNRR e del PNC) sono previste infatti misure specifiche per aziende e settore pubblico.
Sono considerati requisiti necessari la partecipazione alle gare il rapporto sulla situazione del personale (per le imprese con più di 50 dipendenti), ed una relazione completa sui lavoratori impiegati per quelle con più di 15 dipendenti di una relazione.

Strumenti per l’inclusione

Inoltre le stazioni appaltanti devono inserire nei bandi di gara le Clausole dirette all’inserimento di criteri di promozione dell’imprenditoria giovanile, l’inclusione lavorativa delle persone disabili, la parità di genere, l’assunzione di giovani e donne in relazione all’ oggetto del contratto, alla tipologia del progetto e ai profili occupazionali richiesti.

Tra i requisiti premiali vi sono l’assenza di accertamenti per atti discriminatori di genere, sessuali, razziali e sui disabili;
L’utilizzo di specifici strumenti per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro;
L’assunzione di persone disabili, giovani e donne oltre il 30%;
Il rispetto nell’ultimo triennio dei principi della parità di genere e adozione di misure per le pari opportunità su assunzioni, livelli retributivi e incarichi apicali:
Il rispetto degli obblighi della legge 68/99 sui disabili con la specifica attestazione.
La presentazione di un dichiarazione volontaria di carattere non finanziario (DNF).