Il mondo sociale chiede stabilità per il Paese

Il mondo sociale chiede stabilità per il Paese

Secondo i dati dellIstat, la situazione economica e sociale nel Paese è abbastanza critica. L’inflazione ha compiuto un nuovo balzo in avanti (8%), causando pesanti conseguenze per le famiglie (si calcola +2.384 Euro annui).
E c’è il fondato timore che il tasso di inflazione si ripercuota sulle fasce più vulnerabili della popolazione, incidendo sull’aumento della povertà e delle disuguaglianze.

Misure strutturali

Per questa situazione le misure temporanee e di emergenza adottate in questi anni non servono a molto.
Sono più necessari provvedimenti a carattere strutturale, che prevedano sostegni a favore delle famiglie in difficoltà e all’economia.
E soprattutto servono strumenti per rilanciare le attività del Terzo settore e delle cooperative sociali a favore delle fasce più deboli della popolazione.

L’appello del Terzo settore

A questo proposito Vanessa Pallucchi, Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, si appella a tutte le forze politiche perché venga garantito al Paese un governo stabile e coeso.
“Lo chiediamo per le migliaia di organizzazioni del Terzo settore che rappresentano, sui territori, il primo presidio di solidarietà e la risposta ai bisogni delle fasce di popolazione più vulnerabili. Organizzazioni che da troppo tempo attendono gli adeguati sostegni per dare stabilità all’intero sistema di Terzo settore; è doveroso metterle in condizione di poter continuare ad assolvere al meglio alla propria fondamentale ed insostituibile funzione sociale, ed è urgente farlo all’interno di un quadro di stabilità politica ed istituzionale.”

Le cooperative per la stabilità

Anche secondo Alleanza delle Cooperative Italiane il Paese ha bisogno di continuità, di risposte e di certezze.
Per questo il presidente Maurizio Gardini, insieme ai copresidenti Mauro Lusetti e Giovanni Schiavone, chiedono al Parlamento di garantire una continuità di governo necessaria per traghettare imprese e famiglie in una complessa congiuntura internazionale che vedrebbe molto indebolita la posizione dell’Italia.

Come sottolineano molte realtà nel settore, tra le quali anche Legacoopsociali, “in questo momento ci sono molti cantieri aperti (Pnrr, Decreto semplificazioni, misure urgenti per i redditi bassi, crisi energetica) e le troppe urgenze dettate dal bene comune reclamano che le conflittualità siano gestite e trovino rapidamente un’intesa.
Noi porteremo avanti nella società, con sempre maggior impegno, le nostre istanze e le nostre proposte di cambiamento economico e sociale, ma ora una crisi non serve a nessuno”.


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