La cooperazione sociale per un lavoro degno

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Qual è la situazione in Italia per l’inserimento al lavoro delle persone fragili? A questo ha cercato di rispondere la sessione Un lavoro degno per una vita buona che si è tenuto da poco al Meeting di Rimini. Questa vedeva la presenza di rappresentanti della cooperazione sociale, come Cdo Opere Sociali, Stefano Granata, Presidente Federsolidarietà e Aiccon, Enrico Novara, Cooperativa L’Iride, Eleonora Vanni, Presidente Legacoopsociali.

Inclusione ancora limitata

Dal dibattito è emerso come il lavoro sia un fattore di sviluppo umano per tutti, soprattutto per quelli che vivono quotidianamente in una condizione di fragilità.
Nonostante le diverse esperienze, l’inclusione lavorativa di persone con disabilità o altre condizioni di svantaggio è ancora troppo limitata.
Infatti mancano gli strumenti legislativi e la cultura adeguati, le realtà in grado di favorire queste opportunità sono ancora troppo poche.

Autonomia ed autodeterminazione

Attualmente la forza-lavoro delle persone con disabilità occupate nel nostro Paese conta di alcune migliaia di persone, comprese quelle nelle carceri.
Come ha detto Stefano Granata di Federsolidarietà, “Abilitare queste persone significa abbattere i costi e generare ricchezza. La nostra finalità non è assistere, ma abilitare le persone e dare autonomia”.
Secondo Eleonora Vanni, Presidente Legacoopsociali (di cui fa parte anche la Cooperativa aCapo), “abbiamo oggi un problema di dignità del lavoro, anche da un punto di vista economico. Infatti l’autonomia e autodeterminazione passano dal lavoro”.

L’esperienza di Legacoopsociali

“Noi abbiamo grande esperienza”, ha continuato, “molte cooperative si trovano a confrontarsi con i cambiamenti: alcune ci riescono bene, altre fanno fatica. Qui serve il ruolo delle associazioni di rappresentanza. Dobbiamo agganciare quei 2 milioni di giovani che hanno idee innovative ma fanno fatica a mettere insieme il loro impegno con l’aspetto sociale del lavoro”.
Quello che ha fatto e sta facendo anche aCapo, che da anni integra giovani con competenze nuove e tecnologiche con persone con disabilità e svantaggio, in linea con la sua mission di cooperativa sociale.

Diffondere le buone prassi

Infine Michele Tiraboschi, Professore di diritto del lavoro, ha ricordato che oltre le normative bisogna “condividere le esperienze e le pratiche, diffondere le buone prassi, ascoltare i territori e formulare proposte, creare localmente relazioni e costruire reti di sistemi”. Per creare opportunità insieme.

Per rivedere la sessione, https://youtu.be/OmrL_axDOAA


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